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LA VOCE TRENTINA:
UNO STRAORDINARIO MEZZO DI COMUNICAZIONE
'E’ nostro desiderio che il Bollettino riesca ad essere la genuina espressione del carattere e delle attività della nostra Associazione, elemento di coesione e concordia fra i Soci e gli amici coterranei'. Queste parole, sotto il titolo 'Ai Trentini tutti', riassumono l’obiettivo della Commissione Stampa, che nel gennaio 1933 presentò la nuova pubblicazione del Circolo Trentino.'Rispettosi, come siamo, d’ogni onesta opinione, eviteremo tutto quanto possibile aver sapore polemico e solo preoccupati di rinsaldare i vincoli fra i Trentini residenti nella Repubblica ed a mantenere intatto il caro patrimonio delle nostre tradizioni regionali, procure-remo che il Bollettino riesca lettura utile e piacevole ai soci, agli amici e alle nostre famiglie rimaste in Patria', continuava l’editoriale del primo numero.Le attività del Circolo, lo stato delle finanze, le note sociali, gli annunci delle grandi veglie artistiche e danzanti, le feste campestri, le notizie del Trentino e gli interessanti dibat-titi sorti tra i soci erano soltanto alcuni dei temi trattati sul Bollettino, che nel maggio 1935 adottò il nome di 'Voce Trentina'.
Nel suo numero del 25 marzo 1937, 'Vita Trentina', il settimanale dell’Arcidiocesi di Trento, commentava con 'vivissimo interesse' lo sviluppo della 'Voce'. 'La copertina di un simbolismo assai indovinato rappresenta in alto il Castel del Buon Consiglio di Trento, in basso il Palazzo del Parlamento argentino con da un lato delle stelle alpine e dall’altro una lunga finla di colombi in volo, che lasciano i patrii monti elevantisi sullo sfondo, mentre altre si levano in volo con desio verso la patria raffigurata nel turrito castello', spiegava 'Vita Trentina', che inviava ai 'fratelli lontani (...) il saluto cordiale dei fratelli rimasti in Patria e l’augurio fervido che nell’unione, nella concordia, nel generoso aiuto vicendevole, nel ricordo vivo degli aviti costumi, i trentini emigrati a Buenos Aires trovino il modo di alleviare i disagi e le pene della lontananza dal paese natìo e di guadagnarsi la stima e l’ammirazione della gente che li ospita'.
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